fbpx


Quattro persone cadute in mare dalla diga foranea di Vado Ligure, esercitazione della Croce Rossa Italiana

Dalle ore 9 di questa mattina fino al primo pomeriggio, si è svolta una complessa attività addestrativa all’esterno del molo di Vado Ligure.

A prendere parte a questo addestramento 25 operatori facenti parte di nuclei regionali altamente specializzati della Croce Rossa Italiana.
Quattordici SMTS “Socorsi con Mezzi e Tecniche Speciali” tra i quali quattro operatori in forze alla Croce Rossa di Loano e undici OPSA “Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua”.

Gli scenari

Quattro pazienti da individuare, stabilizzare ed evacuare in due scenari distinti.
E’ quello che si sono trovate ad affrontare le squadre giunte sul posto, appositamente tenute all’oscuro delle condizioni dei pericolanti.

Lavorando assieme, per la prima volta in ambito addestrativo, le quattro squadre miste (Alpha, Bravo, Charlie, e Delta) hanno dapprima utilizzato tecniche SARSearch And Rescue” per individuare i feriti per poi, una volta giunti sulle vittime, stabilizzarli, immobilizzarli ed estricarli nel modo più sicuro e rapido possibile.

Due pazienti sono stati evacuati via terra mentre per gli altri due, vista la posizione “bagnata” in cui si trovavano, si è reso necessario procedere con l’evacuazione via mare.

Il caposquadra

“E’ uno scenario nuovo per noi – commenta Alessandro Bussolino, Capo squadra regionale SMTS – un ambiente dalla pericolosità medio-alta, nel quale penetrare agevolente non è così scontato. Abbiamo operato in sinergia con gli OPSA ognuno per le proprie competenze ed abilità. Le squadre di terra si sono occupate di dirigere le operazioni di ricerca e soccorso nella parte asciutta dello scenario, mentre i soccorritori acquatici lo hanno raggiunto via mare con l’ausilio del raft (gommone da soccorso n.d.r.), mediante il quale sono state evacuate due delle quattro vittime”.

Questa attività addestrativa è stata fortemente voluta dai Capisquadra Regionali delle due specializzazioni, Alessandro Bussolino per gli SMTS e Stefano Gazzo per gli OPSA, i quali sottolineano come le probabilità di riuscita di un intervento di salvataggio aumentino considerevolmente quando vi è sinergia tra le differenti professionalità.


La mattinata è stata senza dubbio proficua dal punto di vista tecnico ma soprattutto ha dato il via ad un processo di team working, i quali risultati saranno visibili nei numerosi scenari in cui entrambi saranno chiamati ad operare; come successo recentemente durante le alluvioni che hanno duramente colpito la nostra regione.





Lascia un commento